13 settembre 2014

Agevolazioni prima casa: il credito di imposta

questo articolo vuole essere un breve sunto su cos'è il credito di imposta per l'acquisto della prima casa, chi ne ha diritto e come si utilizza; non vuole essere la "legge" ma una "interpretazione" di essa. 

Il credito d’imposta spetta alle persone che hanno venduto la propria abitazione (prima casa), acquistata con le agevolazioni fiscali prima casa, entro un anno e con i soldi della vendita dell’immobile acquistano un’altra abitazione non di lusso (anche se non ultimata) costituente prima casa.
Il credito d’imposta spetta ai contribuenti nella stessa misura applicata al primo acquisto agevolato. In ogni caso, non può essere superiore all’imposta dovuta in relazione al secondo acquisto; non è possibile infatti ottenere/richiedere un rimborso per la differenza.
Il credito d’imposta spetta anche a coloro che hanno acquistato l’abitazione con atto soggetto a Iva prima del 22 maggio 1993 ma, comunque, non prima dell’entrata in vigore della legge 168/82 e a condizione di dimostrare che, alla data di acquisto dell’abitazione poi venduta, erano in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente in materia di acquisto della prima casa.
Come può essere utilizzato?
Il credito d’imposta può essere utilizzato:
• in diminuzione dell’imposta di registro dovuta in relazione al nuovo acquisto
• in diminuzione delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, dovute su denunce e atti presentati dopo
• la data di acquisizione del credito
• in diminuzione dell’Irpef dovuta in base alla prima dichiarazione successiva al nuovo acquisto
• in compensazione con altri tributi e contributi dovuti in sede di versamenti unitari con il modello F24 (usando il codice tributo 6602).
Per fruire del credito d’imposta, è necessario che il contribuente manifesti tale volontà con apposita dichiarazione nell’atto di acquisto del nuovo immobile, specificando se intende utilizzarlo in detrazione dall’imposta di registro dovuta per lo stesso atto.
 Se, per errore, la dichiarazione è stata omessa, è comunque possibile integrare l’atto originario di acquisto con la stessa. In tal caso, non è preclusa la spettanza del credito d’imposta, sempre che il contribuente sia in possesso della documentazione comprovante l’effettiva sussistenza dei requisiti.
(in fondo non è altro che un calcolo matematico: tanto ho già pagato a suo tempo, tanto dovrò pagare ora, visto che non è speculazione ma serve per l'acquisto dell'abitazione prima casa, per viverci insomma, pagherò unicamente la differenza tra quello che ho già pagato e quello che dovrò pagare)

Quando Non Spetta il Credito d’Imposta per il riacquisto della prima casa?
Ai contribuenti Non spetta il credito d’imposta, se decadono i requisiti per fruire delle agevolazioni fiscali per l’acqusto della prima casa, pertanto, il credito d’imposta per il riacquisto non spetta nelle seguenti ipotesi:
 se il contribuente ha acquistato il precedente immobile con aliquota ordinaria, senza usufruire del beneficio “prima casa”
 se il nuovo immobile acquistato non ha i requisiti “prima casa”
 se l’immobile è stato ricevuto dal contribuente per successione o donazione, salvo il caso in cui sul trasferimento siano state pagate le relative imposte usufruendo delle agevolazioni “prima casa”.

• in caso di vendita della propria prima casa per riacquistarne un'altra con le medesime caratteristiche di "prima abitazione", se l'acquisto della successiva prima casa viene effettuato dopo un anno (passato oltre un anno) dalla vendita della precedente.

Prescrizione del Credito d’Imposta:
Il credito dell’amministrazione finanziaria per l’imposta definitivamente accertata, si prescrive in 10 anni, così come definito dall’art.78 del testo unico imposta di registro, in tal senso interpretato dalla sentenza di Cassazione n.1196/2000. 

Fonte: articolo letto sul web

Maggio 2014

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